È possibile vedere la musica?
Da questa domanda nasce la ricerca alla base della tesi magistrale, condotta insieme a un amico con formazione musicale, per capire come si costruisce davvero un brano (struttura, ritmo, forma) prima ancora di provare a tradurlo in immagine.
Songviz è lo strumento nato da questa ricerca: permette di ascoltare la musica vedendola nello stesso momento. Il sistema si basa su due variabili indipendenti: la forma indica quale strumento sta suonando, il colore indica quale accordo, cerchio per percussioni e tastiere, linee per corde e archi, tipografia per la voce; ogni accordo, invece, è tradotto in un colore calcolato matematicamente dal rapporto tra frequenza sonora e lunghezza d'onda della luce visibile, non scelto a sensazione.
Ogni elemento grafico è ancorato a un evento sonoro preciso della partitura: se la cassa batte sull'uno e sul tre ogni quattro tempi, sull'uno e sul tre compare un cerchio sullo schermo, nel colore dell'accordo in corso. Ritmo, struttura e forma della canzone diventano così un sistema di segni visivi che si muove in tempo reale con l'ascolto.
Il punto di partenza è stato il lavoro di Luigi Veronesi, che nel 1972 propose per primo una trasposizione suono-colore su base scientifica invece che per associazione soggettiva, applicando allo spettro della luce visibile gli stessi rapporti matematici che legano le note di una scala musicale. Ho ripreso questo principio correggendo però alcuni errori di calcolo presenti nell'originale.
Per costruire la scala cromatica ho preso un'ottava di riferimento (523–1046 Hz) e applicato il suo rapporto matematico allo spettro della luce visibile (380–760 nm, dati ENEA), ottenendo un colore preciso per ogni nota, poi esteso ai semitoni, per un totale di dodici colori invece dei sette della scala diatonica.
Il colore della tonalità del brano diventa così il colore principale della composizione. Per gli altri accordi ho applicato le regole della teoria del colore (complementari e analoghi), assegnando a ogni grado della scala (dominante, sottodominante, sensibile...) un colore in relazione precisa con quello della tonica, invece di sceglierli a sensazione.
Il sistema è stato applicato a due brani agli antipodi, per dimostrare che regge anche su generi opposti: Kiss di Prince, funky, in una palette rosso/arancio, e Henna di Lucio Dalla, ballata, in una palette blu. Stessa grammatica visiva, esiti completamente diversi.
Formato verticale 9:16, pensato per essere guardato su Spotify, Apple Music e social mentre si ascolta, con un'estensione ipotizzata anche ai concerti dal vivo, tra ledwall sincronizzati e braccialetti luminosi del pubblico.
Il progetto ha chiuso il percorso di laurea magistrale, portando a compimento la ricerca sulla relazione tra visivo e sonoro, con un riscontro positivo in sede di discussione.